mercoledì 15 aprile 2009

LE RELIGIONI NEL MONDO


Dalla Bibbia, libro della Genesi 11,1-9

"Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. Emigrando dall'oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono. Si dissero l'un l'altro: «Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli al fuoco». Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento. Poi dissero: «Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non disperderci su tutta la terra». Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: «Ecco, essi sono un solo popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l'inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua, perché non comprendano più l'uno la lingua dell'altro». Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra."

La narrazione spiega mitologicamente l'origine delle differenze di linguaggio tra gli uomini. La torre, in mattoni, fu costruita nel Sennaar (in Mesopotamia) con l'intenzione di arrivare al cielo e dunque a Dio. Secondo il racconto biblico, all'epoca gli uomini parlavano tutti la medesima lingua. La torre era anche un simbolo di unità tra gli uomini e dell'umanità con Dio. Ma Dio creò scompiglio nelle genti e, facendo sì che le persone parlassero lingue diverse e non si capissero più, impedì che la costruzione della torre venisse portata a termine.


Riporto qui sotto un monologo assunto dalla cultura della tolleranza per rivendicare i diritti umani e civili di tutte le "minoranze" e dei cosiddetti "diversi":
esso oltrepassa l'attualità per affermare una giustizia che ha come legge suprema il diritto dell'uomo di venire considerato soprattutto un essere umano, al di là delle connotazioni religiose (o razziali).

"Mi ha disprezzato e deriso un milione di volte;
ha riso delle mie perdite,
ha disprezzato i miei guadagni e deriso la mia nazione,
reso freddi i miei amici,
infuocato i miei nemici.
E qual è il motivo? Sono un ebreo.
Ma un ebreo non ha occhi? Un ebreo non ha mani,
organi, membra, sensi, emozioni, passioni?
Non si nutre dello stesso cibo,
non è ferito dalle stesse armi,
non è soggetto alle stesse malattie,
non è scaldato e gelato dalla stessa estate
e dallo stesso inverno come un cristiano?
Se ci pungete, non sanguiniamo?
se ci avvelenate, non moriamo?"


Monologo di Shylock
Dal Mercante di Venezia di William Shackspeare


Nessun commento:

Posta un commento